I tre Lambrusco Doc della Provincia di Modena


Il Lambrusco è sicuramente il vino più conosciuto della provincia di Modena. Oggigiorno esistono vari tipi diversi di Lambrusco Doc (tutti vini rossi) e Igt (sia vini rossi che vini bianchi).

A Modena vengono prodotti tre tipi di Lambrusco a denominazione di origine controllata:

Questi appartengono alla grande famiglia del Lambrusco e quindi hanno determinati attributi comuni, ma ciascuno ha una propria fisionomia distinta, che deriva innanzitutto dalle diversità delle caratteristiche naturali dei vitigni impiegati, dalle peculiarità delle zone di origine, differenti nella composizione del suolo e nel microclima, e per ultimo, ma non in ordine di importanza, dal lavoro dell'uomo.


Lambrusco di Sorbara Doc


Vitigni
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Si ricava dall'omonimo vitigno, varietà indigena e di antiche origini. Il grappolo è spargolo a forma conica, con acini sferoidali e a seconda dell'annata si presenta più o meno acinellato (i chicchi rimangono del diametro di pochi millimetri). Ciò è dovuto ad un'anomalia florale che provoca una sensibile perdita di prodotto.
È ormai appurato che questo fenomeno, tipico del Lambrusco di Sorbara, è provocato soprattutto dalla sterilità del polline. In alcune annate si verificano perdite produttive che superano i due terzi del raccolto.
Proprio per ovviare a questo problema il disciplinare di produzione prevede l'eventualità che, tra le uve del Lambrusco di Sorbara sia possibile la presenza, a livello di impianto, di altri vitigni di Lambrusco (in genere Salamino) e Fortana, localmente detta "Uva d'Oro", in una percentuale che non può superare il 40%.
È principalmente questa sua particolare caratteristica che contribuisce a renderlo unico, facile da ricordare e soprattutto pregiato, una peculiarità che lo contraddistingue tra tutti gli altri tipi di Lambrusco e lo accomuna ad altri vitigni, nobilissimi, coltivati in Italia e in Francia (un esempio tra tutti è il Picolit). Come si diceva, la produzione è sempre piuttosto scarsa.

Zona di provenienza e geologia.
Il terreno della zona classica, incuneata tra i fiumi Secchia e Panaro, si è formato come conseguenza dell'alluvione dei due fiumi ed è a fondo prevalentemente sciolto e sabbioso, permeabile, ricco di potassio. Mano a mano ci si allontana da questa zona, i terreni sono a fondo sempre più misto, per divenire di tipo prevalentemente argilloso al di fuori dell'area delimitata dal disciplinare di produzione.
Nei terreni argillosi questo vino assume un colore più carico che si discosta da quello tipico, perdendo nel contempo gran parte dei suoi profumi. Nelle zone pedecollinari e collinari del modenese e delle province limitrofe, il vitigno presenta le stesse caratteristiche di quello coltivato nei terreni argillosi.
La zona di produzione del "Lambrusco di Sorbara" comprende in tutto o in parte, i territori dei comuni di Bastiglia, Bomporto, Campogalliano, Carpi, Modena, Nonantola, Ravarino, San Prospero, Soliera.

Confezionato in bottiglie tenuta di pressione, deve rispondere alle seguenti caratteristiche:


Tipologia "rosso":

spuma: vivace, frizzante, evanescente, acquisita attraverso fermentazione naturale in bottiglia o altro recipiente chiuso;
colore: rosso rubino o granato di varia intensità;
odore: gradevole profumo che ricorda quello della violetta;
sapore: secco o asciutto; abboccato o amabile o dolce; di corpo fresco; sapido ed armonico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,50%;
acidità totale minima: 6 per mille;
estratto secco netto minimo: 20 per mille.

Tipologia "rosato":

spuma: vivace, frizzante, evanescente, acquisita attraverso fermentazione naturale in bottiglia;
colore: rosato più o meno intenso;
odore: gradevole, fruttato, caratteristico;
sapore: secco o asciutto; abboccato o amabile o dolce; fresco, sapido ed armonico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,50%;
acidità totale minima: 6 per mille;
estratto secco netto minimo: 16 per mille.

 

Lambrusco Grasparossa di Castelvetro Doc


Vitigni
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Il vitigno da cui si produce questo vino è il Lambrusco Grasparossa. Questo vitigno di non grande vigoria vegetativa, ha una particolare caratteristica: in autunno si arrossano non solo le foglie, ma anche raspo e pedicelli.
Il disciplinare di produzione, prevede la possibilità che al Lambrusco Grasparossa possano essere affiancati, a livello di impianto, altri vitigni di Lambrusco e Fortana, in modesta percentuale (massimo 15%). Si può quindi affermare che questo vino si ricava sostanzialmente solo dall'omonimo vitigno.
Il grappolo è spargolo a forma conica, di media lunghezza, con acini sferoidali, di colore blu scuro o nerastro, pruinosi, con buccia consistente e polpa mediamente succosa, dolce, lievemente acidula.
Il vitigno Lambrusco Grasparossa per la sua non eccessiva vigoria è adatto a forme di coltivazione contenute, riuscendo quindi a ben prosperare anche in terreni piuttosto poveri come quelli delle prime colline modenesi.
Sopporta facilmente le avversità, anche climatiche, e matura relativamente tardi, dopo aver carpito anche gli ultimi raggi del sole autunnale (tanto che un tempo si vendemmiava fino a S. Martino o ancora più avanti).

Zona di provenienza e geologia.
Si coltiva nei terreni asciutti dell'alta pianura e della collina modenesi. Dal punto di vista della litologia di superficie, la zona delimitata dal disciplinare si può suddividere in due parti distinte: una collinare e un'altra sub-collinare.
Nella zona collinare vera e propria, i terreni di superficie sono poco permeabili, molto "magri" e di coltivazione laboriosa, perché costituiti per lo più da argille sabbiose o marnose e da argille scagliose inglobanti blocchi calcarei di ogni dimensione. Qui il Lambrusco Grasparossa riesce a dare una produzione non abbondante, ma di buona qualità, con caratteristiche molto marcate.
Nella zona sub-collinare i terreni sono invece costituiti da limi e sabbie limose su un fondo di ghiaie, ed offrono pertanto una buona permeabilità. In queste terre, il Lambrusco Grasparossa fornisce una produzione più abbondante, ma con caratteristiche non molto diverse da quelle del lambrusco coltivato in collina. È degno di nota il fatto che questo vitigno autoctono è "sceso" storicamente dalla natia collina alla sottostante fascia sub-collinare, in presenza di un particolare microclima e di un certo tipo di terreno, ma non si è mai diffuso nella pianura.
La zona di produzione comprende, in tutto o in parte, i territori dei comuni di Castelfranco Emilia, Castelnuovo Rangone, Castelvetro, Fiorano, Formigine, Maranello, Marano sul Panaro, Modena, Prignano sul Secchia, San Cesario, Savignano sul Panaro, Spilamberto, Sassuolo, Vignola.

Confezionato in bottiglie a tenuta di pressione, deve rispondere alle seguenti caratteristiche:

Tipologia "rosso":

spuma: vivace, frizzante, evanescente, acquisita attraverso fermentazione naturale in bottiglia;
colore: rosso rubino con orli violacei; e odore: spiccatamente vinoso e particolarmente profumato;
sapore: secco o asciutto; abboccato o amabile o dolce; sapido, armonico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,50%;
acidità totale minima: 5,5 per mille;
estratto secco netto minimo: 20 per mille.

Tipologia "rosato":

spuma: vivace, frizzante, evanescente acquisita attraverso fermentazione naturale in bottiglia;
colore: rosato più o meno intenso;
odore: gradevole, fruttato, caratteristico;
sapore: secco o asciutto; abboccato o amabile o dolce; fresco, sapido ed armonico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,50%;
acidità totale minima: 5,5 per mille;
estratto secco netto minimo: 16 per mille.

 

 

Lambrusco Salamino di Santa Croce Doc



Vitigni.
Deriva essenzialmente dal vitigno che porta il suo stesso nome, il Lambrusco Salamino. Il disciplinare di produzione relativo prevede l'eventualità che tra le uve Lambrusco Salamino sia possibile la presenza, a livello di impianto, di altri vitigni di Lambrusco e Fortana, in piccola percentuale (massimo 10%). Possiamo quindi concludere che questo vino si ricava sostanzialmente solo dall'omonimo vitigno.
Il grappolo è piuttosto piccolo, con una lunghezza media di 10-12 cm, cilindrico o cilindro conico, spesso con un'ala, sottile, compatto e serrato. Gli acini, di grandezza non uniforme all'interno dello stesso grappolo, sono sferoidali, con buccia pruinosa blunerastra, spessa e consistente, polpa succosa dal gusto lievemente dolce e acidulo.
Il vitigno Lambrusco Salamino ha un'ottima vigoria, la produzione è ricca e costante, le sue uve raggiungono la maturazione nella prima decade di ottobre, dopo aver immagazzinato tutta la luce e il calore del sole estivo e autunnale.
È pratica abituale effettuare la potatura verde primaverile ed estiva sui vigneti, sia per diminuire il carico di grappoli per ceppo, ma anche al fine di consentire un'insolazione ottimale dei grappoli stessi e quindi una loro perfetta ed omogenea maturazione.

Zona di provenienza e geologia.
Ha origine dai terreni del Carpigiano a nord-ovest della provincia di Modena e dai contigui terreni della "bassa" modenese, a nord-est della provincia stessa. In effetti il Lambrusco Salamino di Santa Croce deve il suo nome all'omonima frazione del Comune di Carpi che sembra sia stata, in tempi antichi, il centro di diffusione di questo vitigno in tutto il territorio della provincia di Modena ed in quelle confinanti.
I terreni che ospitano il Lambrusco Salamino di Santa Croce sono generosi, dotati di buona fertilità, grazie anche all'incessante lavoro dell'uomo per oltre due millenni. Di antica origine, la loro conformazione è dovuta all'accumularsi, nel corso del tempo, dei sedimenti lasciati dalle alluvioni dei vari corsi d'acqua, fiumi e torrenti che attraversano da sud verso nord la pianura modenese: sabbie, limi e argille sono presenti in tutto questo territorio in percentuali all'incirca uguali tra loro.
La zona di produzione del "Lambrusco Salamino di Santa Croce" comprende in tutto o in parte, i territori dei comuni di Campogalliano, Camposanto, Carpi, Cavezzo, Concordia sul Secchia, Medolla, Mirandola, Novi, S. Felice sul Panaro, S. Possidonio, Soliera.

Confezionato in bottiglie tenuta di pressione, deve rispondere alle seguenti caratteristiche:

Tipologia "rosso":

spuma: vivace, frizzante, evanescente, acquisita attraverso fermentazione naturale in bottiglia;
colore: rosso rubino di varie intensità;
odore: vinoso, intenso con caratteristico profumo fruttato;
sapore: secco o asciutto; abboccato o amabile o dolce; nettamente vinoso, gradevole, ricco di corpo, sapido, fresco;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,50%;
acidità totale minima: 6 per mille; e estratto secco netto minimo: 20 per mille.

Tipologia "rosato":

spuma: vivace, frizzante, evanescente, acquisita attraverso fermentazione naturale in bottiglia;
colore: rosato più o meno intenso;
odore: gradevole, fruttato, caratteristico;
sapore: secco o asciutto; abboccato o amabile o dolce; fresco, sapido ed armonico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,50%;
acidità totale minima: 6 per mille;
estratto secco netto minimo: 16 per mille.